Guida ai Cespiti

RAEE al Cambio del Cespite: Codici Seriali e Smaltimento a Norma

Sostituisci PC, stampante o server? Ritiro 1 contro 1 del D.Lgs. 49/2014, obblighi RAEE professionali, FIR, matricole e bonifica dati: la procedura per aziende.

Aggiornato: 9 ottobre 2026 | 8 min di lettura

Vecchi computer desktop e un monitor CRT impilati su un pallet in un magazzino in penombra, con luce fredda da una finestra laterale e una lampada calda dall'alto
Quando il cespite elettronico esce dai registri, tra obblighi RAEE, formulario FIR e bonifica dei dati il filo conduttore resta il codice seriale.

Quando un’azienda sostituisce un bene elettronico, si aprono due pratiche che viaggiano separate e che quasi sempre vengono gestite in disordine: quella contabile (il cespite esce dal libro cespiti, con plusvalenza o minusvalenza) e quella ambientale (il vecchio PC è un RAEE professionale e deve risultare smaltito da un canale autorizzato). Il filo che le tiene insieme è il codice seriale: è l’unico campo che collega il bene a libro alla macchina fisicamente partita.

RAEE cambio: cosa succede quando sostituisci l’apparecchiatura

La regola utile, quella del “cambio”: quando acquisti una nuova apparecchiatura elettrica o elettronica, il distributore deve ritirare gratuitamente l’usato di tipo equivalente (ritiro “uno contro uno”, art. 11 del D.Lgs. 49/2014). Vale anche per gli acquisti aziendali e per la vendita a distanza: se compri 10 PC nuovi dal fornitore, quello porta via i 10 vecchi. “Tipo equivalente” significa che svolge la stessa funzione: PC per PC, stampante per stampante.

Attenzione a un dettaglio che molti articoli online riportano male, perché l’art. 11 è stato riscritto nel 2024 (D.L. 131/2024, convertito con modifiche dalla L. 166/2024) e ritoccato nel 2025 e 2026:

  • Il ritiro “uno contro zero” (porto la vecchia stampante in negozio senza comprare nulla) esiste solo per i RAEE domestici di piccolissime dimensioni (sotto i 25 cm) e solo nei punti vendita di almeno 400 m². Non copre i rifiuti d’impresa.
  • I vecchi decreti (DM 65/2010 e DM 121/2016) che molti siti citano come riferimento sono abrogati.

Se non stai comprando nulla e devi solo smaltire, il canale è un altro: conferimento a un impianto autorizzato al trattamento RAEE, direttamente o tramite un trasportatore autorizzato, con formulario di identificazione dei rifiuti (FIR, art. 193 D.Lgs. 152/2006) ad accompagnare ogni trasporto.

Un dettaglio che a volte sorprende: il ritiro 1 contro 1 è un diritto tuo, non un favore del fornitore. Se il rivenditore ti vende 15 notebook e “il ritiro dell’usato va quotato a parte”, sta chiedendo pagamento per un servizio che la legge impone gratuito; l’art. 38 del D.Lgs. 49/2014 lo sanziona da 150 a 400 euro per ciascun RAEE non ritirato. Vale la pena saperlo al momento del preventivo, non dopo la consegna.

Cosa è RAEE e cosa non lo è

La categoria aiuta a capire chi paga il sistema di raccolta. PC, server, stampanti e apparati di rete sono apparecchiature informatiche e telefoniche, una delle categorie RAEE del decreto; e la provenienza fa la differenza: un’attrezzatura utilizzabile anche in casa è in ogni caso RAEE domestico anche se era in azienda, mentre i beni solo professionali (un server rack, un terminale Pos aziendale) sono RAEE professionali, la cui raccolta è organizzata dai produttori presso punti dedicati, non dal negozio sotto casa.

E non è RAEE ciò che non è rifiuto: se il PC vecchio lo vendi a un’azienda di ricondizionamento, o lo regali a una scuola, non stai smaltendo nulla. La macchina non entra nella filiera rifiuti e non serve il FIR; servono però la cancellazione dati documentata (vale uguale, forse di più: il disco va in giro ancora leggibile) e, sul lato contabile, la stessa eliminazione dal libro cespiti con plusvalenza o minusvalenza. La cessione a ente non commerciale o a onlus è una delle uscite più economiche per valore fiscale e più pulite per immagine, a patto di tenere l’accordo di donazione e l’attestazione di ricevimento.

Gli obblighi dell’azienda che dismette

L’azienda che detiene RAEE professionali deve:

  1. Affidare i rifiuti a soggetti autorizzati (trasportatore e impianto di trattamento), conservando FIR e certificato di avvio/smaltimento. L’abbandono o il conferimento a canali non autorizzati espone alle sanzioni del D.Lgs. 152/2006 (artt. 192 e 255), e la responsabilità del detentore non si esaurisce alla porta dello scarico abusivo.
  2. Non serve iscriversi al Registro RAEE (Camera di Commercio): quell’iscrizione riguarda i produttori di apparecchiature elettriche, non chi le usa.
  3. Verificare se i rifiuti sono pericolosi. I RAEE professionali possono avere codice CER 16 02 13* (contenenti componenti pericolosi) invece del 16 02 14: dipende dalla composizione del singolo apparecchio. Se sono classificati pericolosi, scatta il registro di carico e scarico (art. 190, oggi via RE.N.T.R.I. per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi). Nel dubbio, fatti classificare dall’impianto che ritira.
  4. Bonificare i supporti di memoria prima della partenza. Non è una norma RAEE: è GDPR. Un PC o un server che esce contiene dati personali (anagrafiche clienti, mail, cartelle di rete indicizzate), e gli artt. 5, 24 e 32 del regolamento impongono che il trattamento si chiuda in sicurezza. La pratica corretta: cancellazione sicura o distruzione fisica del supporto, con attestazione di avvenuta sanitizzazione rilasciata dall’operatore. Un hard disk cestinato è una notifica di data breach potenziale.

Codici seriali: perché la matricola è il campo che salva la posizione

Nessun articolo del D.Lgs. 49/2014 impone di registrare i seriali. Eppure senza seriale:

  • non dimostri che il PC partito col FIR è lo stesso che esce dal libro cespiti (in contestazione, due documenti che non si parlano non provano nulla);
  • non sai quali supporti conteneva quella macchina, e la bonifica dati diventa un inventario a memoria;
  • non sfrutti la garanzia residua né tracci i costi di riparazione, che dovrebbero confluire nel calcolo del costo totale di possesso del bene.

La prassi che regge in accertamento e in audit: la scheda del cespite (libro cespiti) riporta numero di serie/matricola, ubicazione e data di dismissione; il FIR riporta la stessa matricola; il certificato dell’impianto e l’attestazione di cancellazione dati chiudono il cerchio. Quattro documenti, un numero di serie, nessuna zona grigia.

La procedura, in ordine

  1. Decidi la fine del bene: sostituzione con acquisto (si attiva il 1 contro 1) oppure sola dismissione (canale impianto autorizzato), o ancora cessione a ricondizionatori, dipendenti o enti (allora non è rifiuto: vedi sopra).
  2. Bonifica i dati: cancellazione sicura o distruzione dei supporti, con attestazione.
  3. Pianifica il ritiro: il fornitore del nuovo ritira l’equivalente; altrimenti incarico a trasportatore autorizzato, con FIR precompilato (dati del produttore iniziale, trasporto, impianto destinatario).
  4. Chiudi la posizione contabile: eliminazione dal libro cespiti con data e motivo; scrittura di dismissione e plusvalenza/minusvalenza (guida alle scritture in partita doppia).
  5. Archivia il plico: FIR + certificato + attestazione cancellazione dati, agganciati alla scheda del cespite.

Se i beni da sostituire sono una flotta (20 notebook, i PC di tutto l’ufficio), la procedura non si fa a mano: il modulo cespiti dell’ERP esporta l’elenco con matricole e valori a libro, e il piano di sostituzione diventa un documento unico invece di venti email.

Quanto costa, e quanto costa sbagliare

I numeri che girano in questo mondo sono piccoli e grandi insieme, e conviene averli chiari.

  • Ritiro 1 contro 1: zero, per legge. Se qualcuno lo fattura, è illegittimo (e sanzionabile come visto).
  • Ritiro professionale senza acquisto: mercato, in genere da pochi euro a qualche decina di euro per pezzo per le macchine da ufficio standard; i server e i monitor CRT storico-contemporanei (quelli con il tubo catodico ancora in cantina) costano di più proprio perché contengono più componenti pericolosi.
  • Bonifica dati con attestazione: da pochi euro a disco fino a quote più alte per la distruzione fisica; contro un potenziale incidente da dati personali è la riga più economica della tabella.
  • Il costo dell’errore: un conferimento illecito accertato porta sanzione amministrativa (o penale, secondo i casi) dell’art. 255 del D.Lgs. 152/2006 e la pubblicazione della condanna è più costosa del trasporto corretto. La sanzione del distributore che non ritira (150-400 euro a RAEE) invece la pagano gli altri, ma la seccatura di ritrovarsi 30 PC senza canali la paghi tu.

Il punto economico vero, per un’azienda medio-piccola, non è il prezzo del ritiro: è la documentazione. La casella di posta con i FIR sparsi tra tre persone diverse è il costo nascosto, perché quando il consulente chiede “dov’è finito il server del 2017?” nessuno risponde, e ogni risposta sbagliata riapre la posizione.

Criteri di scelta: smaltire, vendere, dare via

La stessa apparecchiatura può avere tre destini, e la convenienza cambia con l’età del bene:

DestinazioneQuando convieneEffetto contabileAdempimenti RAEE
Smaltimento (1 contro 1 o impianto)Bene a fine vita, valori a libro quasi a zeroMinusvalenza o neutralitàCompleti (FIR, certificato)
Vendita a ricondizionatori o usatoBene con 3-5 anni e mercato dell’usato attivoPlusvalenza (tassata) o minusvalenzaNessuno: non è rifiuto; resta la bonifica dati
Donazione (scuole, enti)Bene funzionante, valore residuo modestoUscita al valore netto contabile, senza corrispettivoNessuno: non è rifiuto; bonifica dati indispensabile

La terza opzione merita un cenno in più di quanto riceve di solito: donare un parco PC funzionante a una scuola richiede una lettera di donazione, l’attestazione di ricevimento, la cancellazione documentata dei dati e la normale scrittura di uscita dal libro cespiti. In cambio ottieni un bene che esce dal registro senza generare rifiuto, e un’azienda che in sede di bandi e di relazioni con il territorio ha una riga in più da mostrare.

Domande frequenti

Come si elimina un cespite dal libro cespiti?

Con una riga di uscita: data, motivo (cessione, distruzione, furto), valore fiscale residuo. Per i beni elettronici la distruzione va documentata da FIR e certificato di smaltimento.

Il venditore è obbligato a ritirare il vecchio PC?

Sì, se gli acquisti un’apparecchiatura equivalente: ritiro gratuito uno contro uno (art. 11 D.Lgs. 49/2014). Se non compra nulla e il negozio non è obbligato al ritiro domestico, organizza tu il conferimento a impianto autorizzato.

Cosa rischio a smaltire un PC come rifiuti indifferenziati?

Il conferimento illecito di rifiuti è sanzionato dal D.Lgs. 152/2006 (art. 255) e può diventare una vicenda penale a seconda del ruolo e delle quantità; in più, se il disco conteneva dati personali, si aggiunge il problema GDPR.

Perché i commercialisti chiedono i seriali dei beni venduti?

Perché il collegamento matricola-cespite è ciò che rende coerenti libro cespiti, FIR e fattura di vendita in sede di controllo.


Torna alla panoramica: guida completa ai cespiti. Se gestisci un parco IT con anagrafica, matricole e dismissioni tracciate: scopri il modulo cespiti di Zelo ERP o parla con noi.

Fonti

  • D.Lgs. 14/3/2014 n. 49, artt. 4, 11, 13, 38 (normattiva.it, testo vigente)
  • D.Lgs. 152/2006, artt. 188-bis, 190, 192, 193, 255
  • Regolamento UE 2016/679 (GDPR), artt. 5, 24, 32